Evoluzione dei robot agricoli

Prospero: il robot prototipo per il mondo agricolo

Siamo abituati a vedere la robotica in svariati campi, a partire dalla biomedica per finire alla zootecnica, e  si può dire ormai che un robot può sostituire del tutto l’uomo nelle operazioni macchinose. Se esiste un campo in cui il robot difficilmente riesce a prendere campo, è il settore agricolo.

Negli ultimi decenni sono stati sviluppati sistemi meccatronici per conquistare questo settore, anche se alla fine si tratta di tecnologia adattata e abbastanza scontata.

Pensiamo ai trattori agricoli guidati da comandi GPS, o dai carrelli idranti che percorrono i campi percependo l’ambiente attraverso reti di sensori. [Vedi link]

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C’è ancora però qualcosa che sfugge, è possibile racchiudere tutto in un unico robot? Magari un robot che gestisce l’intero campo? È il problema che si è posto David Dorhout, che attraverso la sua società di Ricerca e Sviluppo ha presentato un robot che ha proprio questo intento: Prospero.

Prospero è un robot pensato per le micro colture (al massimo mezzo  ettaro di terreno), e viene fuori da un mix tra teoria dei giochi e dello sciame. Infatti è pensato per lavorare in un gruppo costituito dai suoi simili, e si deve preoccupare della semina, delle cure e del raccolto tutto in modo autonomo.

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Questa soluzione si propone come un buon compromesso per rendere anche il mestiere dell” agricoltore”  tecnologicamente concorrente.

In sostanza il Prospero di Dorhout è dotato di una logica di controllo Parallax Propeller chip montato su una protoboard. Il disegno meccanico è stato acquistato da Lynxmotion.

La sensazione dell’ambiente viene percepito da 2 sensori ultrasuoni posti “spalla-spalla”, che aiutano Prospero ad evitare gli ostacoli.

L’attuazione avviene attraverso dei servocomandi che servono a riprodurre il movimento di un ragno nello spazio, inoltre un motore-mandrino il quale ha lo scopo di effettuare  dei buchi nel terreno dove poi sarà piantato il seme.

Una volta inserito il seme nel buco, Prospero pensa anche a coprirlo, con un attuatore che funge da spatola, il cui movimento cerca di riposizionare la terra accumulata dal precedente scavo.

Inoltre c’è anche un eventuale sistema di trattamento chimico,che  attraverso una bomboletta spray contenente il fertilizzante da utilizzare, ne spruzza il contenuto  per mezzo di un tubo di scarico posizionato in corrispondenza del buco.

Vedetelo in azione:

Naturalmente tutto questo è un prototipo che per certi versi può avere delle applicazioni abbastanza evolute. Non tanto per la semina, quanto per il controllo qualità a campione, infatti a volte i robot possono rilevarsi molto utili e sopratutto efficienti.

La brillante idea di Dorhout può essere quindi sfruttata per altri obbiettivi, magari un po più onerosi ma forse più richiesti nel mercato agricolo.

Voi cosa ne pensate?

Alla prossima

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Vincenzo Cicogna
Editore e autore di questo blog di notte, sviluppatore software per sistemi embedded di giorno, passa il suo tempo a dilettarsi ed approfondire le dinamiche del mondo.
Appassionato di droni e tuttala, si diletta di tanto in tanto a scattare qualche foto in giro per il mondo o a leggere qualche libro.
Ama viaggiare, fotografare e condividere le sue produzioni.
By Vincenzo Cicogna | marzo 14th, 2013 | SHOW COMMENT(1)

One Response

  1. Ale says

    Assolutamente fenomenale. Sul campo bisognrebbe pero’ valutarne le capacità operative.
    Si puo’ fare di più anche a livello di prototipo in questo settore. Discutiamone.
    Grazie Vincenzo