Archive for the ‘Scienza e Tecnologia’ Category

Internet of Vehicle

By Vincenzo Cicogna | gennaio 10th, 2017 | LEAVE A COMMENT

Internet of Vehicle

Negli ultimi anni si è sentito parlare tantissimo di internet of things ed affini.  Oggi questo concetto è stato esteso anche ad altri sistemi che esulano dalle semplici “cose”.

Ad esempio l’internet of vehicle.

L‘Internet of Vehicle (IoV) è un sistema di comunicazione dinamico tra veicoli ed una rete pubblica, che garantisce interazioni tra veicoli, persone e strade.

Essendo una rete a tutti gli effetti, avrà un’infrastruttura ed una suddivisione su tre livelli:

  • Client: Tutti i veicoli sono dotati di sensori intelligenti in grado di monitorare lo stato di guida e l’ambiente circostante. Deve essere inoltre in grado di salvaguardare l’identità del veicolo nel cyberspazio.
  • Connection: questo livello permette l’intercomunicazione tra veicoli ed altre reti esterne
  • Cloud: In questo livello c’è tutto il livello di informazione. Tutti i dati dei veicoli vengono raccolti e consultati. I dati possono così essere utilizzati in diversi settori come, ad esempio, nella logistica, nei trasporti eccezionali, nella manutenzione ed assistenza veicoli, e nella supervisione ed assicurazioni.

Le funzioni cloud based includeranno le virtualizzazioni, autenticazioni, interazioni realtime ecc.

Uno dei concetti principali dell’IoV è il GID terminal (vehicular global ID).

Il GID ha a bordo un gateway di comunicazione in grado di gestire la rete di sensori intelligenti a bordo del veicolo e propagare le informazioni su tutta la rete veicolo.

Infatti il GID si interfaccia su tutta la rete veicolo sia sul bus on-board di diagnosi, sia sulla rete CAN ed è in grado di percepire tutte le informazioni, sia statiche che dinamiche del veicolo insieme alle info ambientali.

Il GID va anche generare un ID online per rendere più sicuro il veicolo nella rete. Numerose informazioni possono essere generate dal GID anche direttamente da bus CAN.

La sfida principale dell’IoV è migliorare le condizioni di viaggio dei guidatori per ottenere informazioni di traffico più accurate possibili, conoscere le condizioni della strada e quindi garantire un trasporto eco-friendly ed efficiente.

Un sistema del genere non solo porterà alla costruzione di infrastrutture sempre più pronte a fronteggiare problemi di traffico o emergenze ma sarà anche un ottimo spunto per sviluppare applicazioni di supporto, che miglioreranno il rapporto con la propria autovettura. L’auto avrà un’ “intelligenza” tale da avvisarci con dovuto preavviso sulla manutenzione, da darci una stima precisa sul tempo necessario per raggiungere una località, e così via.

Benefici:

  • gestione del traffico urbano
  • trasporto e logistica
  • public facility construction
  • miglioramento dello stile di vita collettivo

Problemi da risolvere:

  • open cAN, purtroppo il protocollo CAN ha numerosi varianti tra i vari OEM
  • Le posizioni dell’ AGPS: non sono ancora così accurate
  • Servirebbe uno standard o un consorzio dell’ IoV
  • l’IoV lavora con un quantitativo di dati molto elevato, ci possono essere vincoli tecnologici sul tempo e le risorse per gestirli (Probabilmente l’IoV genererà più dati di tutto il settore delle telecomunicazioni).
  • Rendere le reti più sicure per escludere attacchi hacker.

Attualmente i sistemi elettronici a bordo dei veicoli ospitano una tecnologia tale da gestire diverse funzionalità tra cui riportiamo: l’audio/video, la telematica, la diagnosi, e per i veicoli più evoluti l’ ADAS.

Nell’ottica nella quale spinge il concetto di IoV,  tutti questi sistemi saranno centralizzati all’interno di un unità centrale che è messa in comunicazione con il resto dei bus presenti in un autovettura, ad esempio il CAN, LIN, FlexRay, RFID, il MOST.Tutte queste informazioni saranno trasmesse in cloud e saranno elaborate per fornire informazioni utili a diverse fonti: il gestore delle strade, il gestore della rete elettrica, l’OEM, e così via.

Il concetto di IoV cambierà non solo il modo in cui concepiamo oggi l’autovettura ma tutta la tecnologia ed il sistema di ECU pensato fino ad oggi.

Oggi le ECU a bordo dei veicolo moderni sono dotati di un Gateway centrale che si occupa di procurarsi tutti i segnali inerenti la sua funzione e ritrasmettere nei vari bus informazioni coerenti.

In futuro questi gateway si trasformeranno in veri e propri data center, in grado di elaborare i vari dati provenienti dai sensori e fornire una base consistente di informazione da condividere con altri data center ed attuare politiche di reazione adatte per ogni genere di situazione.

Oggi c’è già la tecnologia per rendere implementabile questa nuova filosofia del trasporto, ma ci sono altri problemi legati all’ambito assicurativo e di sicurezza che stanno ponendo un freno al boom di questo settore.

Come tutte le tecnologie in sviluppo servono una serie di accorgimenti politici, giuridici e burocratici che consentono la messa in opera della stessa. L’IoV  come tutto il resto delle tecnologia non ha sconti, di conseguenza dovrà affrontare lo stesso iter intrapreso dai sui successori.

Vediamo come si evolveranno le cose, e se finalmente un giorno, potremmo muoverci in orari di punta senza lo stress del traffico.

L’articolo contiene una parte della traduzione del seguente articolo.

Evoluzione dei robot agricoli

By Vincenzo Cicogna | marzo 14th, 2013 | SHOW COMMENT(1)

Prospero: il robot prototipo per il mondo agricolo

Siamo abituati a vedere la robotica in svariati campi, a partire dalla biomedica per finire alla zootecnica, e  si può dire ormai che un robot può sostituire del tutto l’uomo nelle operazioni macchinose. Se esiste un campo in cui il robot difficilmente riesce a prendere campo, è il settore agricolo.

Negli ultimi decenni sono stati sviluppati sistemi meccatronici per conquistare questo settore, anche se alla fine si tratta di tecnologia adattata e abbastanza scontata.

Pensiamo ai trattori agricoli guidati da comandi GPS, o dai carrelli idranti che percorrono i campi percependo l’ambiente attraverso reti di sensori. [Vedi link]

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In arrivo il nuovo Lego Mindstorm EV3:più potenza e compatibilità con IOS/Android

By Luca Panebianco | gennaio 8th, 2013 | SHOW COMMENT(1)

ev3Al Ces 2013 tenutosi a Las Vegas la LEGO ha presentato il nuovo Lego Mindstorm EV3, evoluzione di un prodotto oramai messo in commercio(parliamo della prima versione) nel 1998 e che ha ricevuto consensi sopratutto negli ultimi anni(nel 2011 l’NXT2 ha venduto più che nel suo anno di uscita nel 2006).

Il nuovo sistema è mosso da un “Mattoncino intelligente”,che si chiama NXT, con un processore ARM9 con 16Mb di flash, 64 di RAM, USB2.0, alloggiamento per una scheda SD esterna, WiFI, Bluetooth e le consuete porte per collegare sensori, attuatori e fino ad altre quattro di queste unità. Da non sottovalutare inoltre la compatibilità con Android e IOS che consentirà di poter comandare o pilotare il robot con il cellulare.

Nel kit,che verrà lanciato sul mercato nella seconda metà del 2013, saranno compresi 3 servomotori, 2 touch sensors, una coppia trasmettitore/ricevitore infrarosso (che ci permette di controllare il robot da distante o individuare la fonte di trasmissione del segnale) e un sensore capace di rilevare sei differenti colori(oltre al bianco e al nero) , l’intensità di luce in una stanza e delle superfici colorate, oltre che funzionare da piccola torcia multicolore. Inoltre è garantita la retrocompatibilità con i componenti delle vecchie serie. Il costo del kit sarà sui 350$.

Il kit avrà inoltre componenti e istruzioni per costruire fino a 17 robot differenti, uno dei quali chiamato spik3r, uno “scorpione” capace di individuare un beacon che trasmette un segnale infrarosso, orientarcisi e sparargli qualche colpo prima di caricarlo fisicamente.

spik3r, il robo-scorpione

spik3r, il robo-scorpione

Il tutto è immerso in un’ambiente di sviluppo semplice e funzionale ma, ricordiamo, l’NXT si può programmare anche con altri software come ad esempio LabVIEW.

Insomma, alla faccia di chi dice che i Lego sono per bambini! 😀

Cubieboard: scheda simil RaspberryPi con hardware migliorato a soli 49$

By Luca Panebianco | settembre 10th, 2012 | LEAVE A COMMENT

 

Dopo la RaspberryPi si sono susseguiti molti progetti di schede basate su architettura ARM più o meno performanti a prezzi comunque più elevati: alcuni esempi sono l’Odroid-X o la MK802.

Oggi parliamo della Cubieboard, progetto mostrato da poco( durante le vacanze estive) che, per soli 49$ propone queste caratteristiche hardware:

  • CPU: processore ARM cortex-A8 da 1.0Ghz(il processore si può portare alla frequenza originale di 1.5Ghz migliorando però personalmente il sistema di raffreddamento) con 256KB di cache L2
  • GPU: Mali400 con supporto per le OpenGL ES
  • RAM 512MB/1GB DDR3(la versione da 49$ avrà un GB di ram, quella da 512MB costerà 45$)
  • Uscita HDMI 1080p
  • Uscita Ethernet da 100M 
  • 4GB di memoria interna 
  • 2 host USB , 1 slot per MMC , 1 uscita SATA, 1 ricevitore ad infrarossi
  • 96 pin con i quali implementare i2c, spi, utilizzare sensori…
  • Progettata per far girare Android( alla versione 4.0.4) e alcune distribuzioni linux

La scheda, a detta dei creatori, è nella fase finale della progettazione( infatti sul sito possiamo vedere alcune immagini del prototipo) e verrà messa in vendita al costo di 49$( 10$ in più del modello B della Raspberry) per la fine di Settembre.

L’unica cosa che per ora non convince sulla credibilità del progetto è il sito, che sembra alquanto trascurato ma che, come rispondono i creatori della scheda a chi gli ha mostrato questo dubbio, si stanno concentrando al massimo per rendere disponibile il prima possibile la scheda e cureranno in un secondo momento quest’aspetto.

EDIT:

Il prototipo della scheda(con 512MB di ram) è già in vendita su questo sito(ci sono solo 65 pezzi per il momento). Anche se è meglio aspettare la versione definitiva con un GB di RAM intanto viene data qualche conferma sulla credibilità del progetto.

L’automazione nelle protesi

By Vincenzo Cicogna | dicembre 16th, 2011 | SHOW COMMENT(1)

L’avanzamento della bionica, della meccanica combinata, dell’elettronica, dei nuovi metalli e della tecnologia bluetooth hanno migliorato la vita di coloro che hanno perso braccia, mani o dita.

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