Archive for the ‘Sabato di AOS’ Category

Il sabato di Automazione OS

By Luca Panebianco | 11 Febbraio, 2012 | LEAVE A COMMENT

Scheda di sviluppo Raspberry PI: alte prestazioni, low cost.

Esistono molte schede simili all’Arduino: ci sono quelle che sono solo una copia spudorata con componenti meno costosi e quelle che cercano di crearsi il loro mercato. Una di queste ultime è la Raspberry PI, una scheda di sviluppo realmente low cost la cui versione base costa solo 25$(modelA), ma non è assolutamente un giocattolo!

Tutto è condensato nel System-on-a-Chip(SoC) Broadcom BCM2835 che incorpora un processore ARM a 700 Mhz, una GPU VideoCore IV e 128mb di RAM. Inoltre c’è un connettore USB e sono presenti le uscite audio(con un jack da 3,5) e video(HDMI) e per 10$ in può si può avere il ModelB con 256 mb di RAM, due connettori USB e connessione Ethernet.

Vi si può installare per il momento Debian e ArchLinux, ma sono in sviluppo altre versioni, tra le quali quella di Android.

La limitazione di questa scheda è l’assenza di PWM e A/D converter, che verrano integrati con la GertBoard, un expansion board per la Raspberry PI che le aggiunge molte funzionalità utili come la gestione di LED, motori e numerosi sensori.


Sugru: la plastica ripara-tutto

Sugru sembra una normale plastilina in realtà è un composto di un nuovo tipo di silicone multi colore utile a riparare e rinforzare oggetti come macchine fotografiche ed utensili.

Quando entra in contatto con l’aria il materiale assume le sue vere proprietà: aderisce su qualunque superficie, resiste all’acqua, isola elettricamente, è resistente, flessibile ed il suo funzionamento è in un range di temperature che va dai -60° a +180°, praticamente ogni condizione possibile.

Viene venduto in comode bustine al costo di circa 14 euro per un pack da 12, acquistabili dal sito ufficiale.

Qui sotto un video che mostra bene le proprietà di Sugru: 


E-CAT: la fusione fredda è già possibile?

L’Energy Catalyzer(E-CAT) è un apparecchio sviluppato e mostrato dall’imprenditore bolognese Andrea Rossi,supportato dal fisico Sergio Focardi già dall’anno 2011 e, nel brevetto italiano, definita come “un macchinario capace di ottenere una reazione esoterma a partire dal Nichel e Idrogeno”. Il funzionamento, sintetizzato in breve dai due, è ottenuto dalla fusione di idrogeno riscaldato con il nichel, generando bronzo e calore attraverso un opportuno catalizzatore.

Secondo alcuni fisici è improbabile che il calore generato(con un fattore di guadagno circa 12 volte) sia dovuto ad una semplice reazione chimica, e quindi quello che avverrebbe nell’apparecchio(che è stato testato più di una volta “a scatola chiusa” e tutte le volte non sono state rilevati trucchi o manomissioni) è una vera e propria reazione nucleare, altri(tra i quali alcuni ricercatori australiani e la NASA)  definiscono il fenomeno e l’E-CAT impossibili.

In quest’aria di profondo scetticismo, Rossi presenta l’E-CAT domestico che funziona come pompa di calore(sviluppando 1kW) che dice verrà venduto a 50$ e uno schedule dei prossimi passi che farà il progetto(tra i quali c’è la commercializzazione negli USA per la fine dell’anno).

Voi, invece cosa ne pensate ? L’E-CAT è una scoperta rivoluzionaria della quale molti sono scettici o è soltanto una presa in giro?

Il sabato di Automazione OS

By Luca Panebianco | 28 Gennaio, 2012 | LEAVE A COMMENT

Aereoplanino R/C low Cost: il Duct Tape R/C Plane

Da soddisfazione quando si riesce a portare a termine un’idea o un progetto, soprattutto quando si riesce anche a stare in del limiti di budget abbastanza ristretti.

Il sito Instructables è una vera fucina per progetti del genere, fatti da appassionati capaci di fare dei progetti anche a basso costo: in questo caso un aereoplanino R/C in gommapiuma e nastro adesivo!

Il progetto si può trovare qui con una lista(logicamente indicativa per noi italiani per quanto riguarda i prezzi) mentre ecco qui sotto un video con una sintesi della costruzione e un test di volo.


DeepWeb : la parte “nascosta” del web.

Il Web è rappresentato bene dall’immagine dell’iceberg: come esso solo una parte è chiaramente visibile mentre il resto non lo è. Quello che possiamo trovare facendo una ricerca su Google o su altri motori di ricerca è l’internet indicizzato (l’indicizzazione avviene attraverso  un bot definito crawler che passa da link a link) viene detto ClearNet mentre la parte di rete non indicizzata viene chiamata DeepWeb, ed ha una mole di dati 500 volte maggiore del Web “visibile”(stima del 2000).

Ma cosa fa parte del DeepWeb?

  • contenuti dinamici: cioè pagine web il cui contenuto è generato al momento dal server ad una certa richiesta del client.
  • pagine e documenti non collegati: pagine web che non sono collegate a nessun’altra pagina(quindi il crawler non riesce ad accederci).
  • pagine ad accesso ristretto: pagine che hanno bisogno di autenticazione e quindi bloccano l’indicizzazione.
  • script: i crawler ignorano pagine e elementi in javascript e flash.
  • contenuti non di testo: come basi di dati, file multimediali, archivi Usenet documenti in linguaggio non HTML.
  • La rete TOR: questa rete, formata da domini .onion, non è indicizzata e ha bisogno del programma TOR per potervi accedere.

Per quanto affascinante il DeepWeb nasconde al suo interno(utilizzando sorattutto la rete TOR) la parte più “oscura” di Internet la DarkNet: in parole povere la parte illegale della DeepWeb.


Officina Arduino
Fa piacere quando nascono nuove idee, nuove aziende nelle quali le parole “open source” sono alla base della loro fondazione.

Officina Arduino è una di queste: questa azienda, nata a Torino e incubata da Arduino, ha l’obiettivo di sviluppare nuove idee “open” e di curare la fiera FabLab a Torino,conclusa nel mese di Novembre, che  ha cercato di avvicinare le persone al mondo della tecnologia, a nuovi tipi di processi produttivi e nuovi modelli di businnes basati sull’ideale di “open”. Dai fondatori è stata scelta appositamente la parola “Officina” per rimarcare quell’idea di piccola azienda italiana che dal nulla si sono inventate tutto.

L’inaugurazione ufficiale sarà il 17 Febbraio a Torino e intanto sono già alla ricerca di persone da assumere in diversi campi. Qui la pagina presa direttamente da Arduino Blog.

 

Il Sabato di Automazione OS

By Luca Panebianco | 21 Gennaio, 2012 | LEAVE A COMMENT

Nuovo traguardo tecnologico ottenuto dall’IBM: un bit di informazione in soli 12 atomi!

Quello ottenuto da IBM è un grande  risultato, riuscendo a ridurre drasticamente gli atomi necessari a memorizzare un bit: da milioni (la tecnologia attuale) a solo 12, tutto grazie ad un nuovo metodo che utilizza il fenomeno dell’ anti-ferromagnetismo: questa è una proprietà di alcuni materiali nei quali se un atomo è polarizzato verso Nord, quelli immediatamente accanto sono polarizzati verso Sud,questo fa in modo che essi possano stare più ravvicinati e che non interferiscano tra loro.

Come si può capire, questo aumenta di molto la densità dell’informazione permettendo teoricamente hard-disk 100-150 volte più capienti di quelli moderni.

Questa tecnologia, sia per le difficoltà del riprodurre le condizioni ideali (ad una temperatura di 1K) sia per la “testina” , un microscopio a effetto tunnel che permette la manipolazione degli atomi, non entrerà sicuramente subito in commercio.

Un video che mostra meglio il funzionamento di questa tecnologia si può trovare qui 


RepRap : le stampante 3D fai-da-te Open Source

Poter sviluppare un piccolo prototipo di un oggetto, sia  un piccolo ciondolo che un ingranaggio di una certa grandezza, da alcuni anni è possibile grazie alle stampanti 3D che riescono attraverso il modello tridimensionale di un oggetto a ricostruirlo, sovrapponendo vari strati di una plastica che si solidifica appena viene appoggiata.

Come quasi in tutti i campi esiste una versione Open Source di queste stampanti: le RepRap, stampanti facili da realizzare, a basso costo, con un software aperto e capaci di “auto-riprodursi” nel senso che una di queste stampanti è capace di realizzare la maggior parte dei suoi componenti, così se ne può realizzare un’altra o avere già i pezzi per una riparazione.

Il modello più semplice da realizzare e meno costoso (ma che permette una maggior personalizzazione) è il Prusa Mendel, del quale è presente sia un videotutorial per poterla costruire (qui) sia una guida in pdf molto dettagliata(qui).
Mentre la pagina di questo progetto con tutti gli altri modelli disponibili si può trovare qui.


NetLED : la possibilità di accendere e spegnere luci direttamente dalla rete!


Sicuramente avete avuto modo di vedere  la puntata di Big Bang Theory nella quale i protagonisti avevano attrezzato la propria casa per poter essere controllata da altri utenti in rete.

I giapponesi, come sempre per queste cose, sono avanti rispetto agli altri e la Japan’s Net LED Technology Corporation propone  un’idea molto simile chiamata NetLED che è una soluzione integrata per poter pilotare delle luci direttamente dal nostro smartphone o attraverso un applicazione web.

La soluzione, non di certo per tutte le tasche, prevede innanzitutto un router apposito dal costo di quasi 800$ che servirà a gestire i pacchetti direzionati alle lampade, ognuno di questi array di led da 40W costano circa 260$ l’uno. Ad armotizzare questi costi dall’azienda viene garantito che verranno dimezzati i consumi per quanto riguarda l’illuminazione usando almeno 200 di queste lampade.

 

 

Il Sabato di Automazione OS

By Francesco Celiberti | 17 Dicembre, 2011 | LEAVE A COMMENT

AR DRONE: non solo un giocattolo

Nel 2004 la compagnia Parrot diede vita ad un progetto chiamato AR.Drone, il cui obiettivo era quello di produrre un piccolo UAV (Unmanned Aerial Vehicle) mirato alla vendita di massa e per scopi ludici e di intrattenimento. Il quadricottero può essere pilotato tramite iPhone, iPad o iTouch, per i quali sono stati sviluppati diverse applicazioni e giochi.

A partire dal 18 Agosto 2010 il prodotto è disponibile sul mercato alla modica cifra di circa €300.

Modica perchè dietro questo prodotto si nascondono algoritmi di stabilizzazione, riconoscimento immagine, acquisizione e stima dei parametri di volo; nell’insieme si ha dunque, un prodotto altamente stabile, robusto, user-friendly, sicuro e facile da usare.

In altre parole la tecnologia è fatta in modo che l’utente finale sia tenuto fuori dalla complessità di questo “giocattolo” e si goda il piacere del volo.

Per chi ha voglia di sporcarsi le mani, è disponibile in rete un SDK, con relativa documentazione, per lo sviluppo delle proprie applicazioni per AR.Drone.


KIT Componenti per Arduino

 

Se hai appena acquistato un Arduino e sei alle prime armi, questo kit potrebbe fare al caso tuo. Spesso quando ci si avvicina al mondo dell’elettronica e della progettazione DIY, non si sa come e dove cominciare, ovvero cosa e quanto comprare. Questo piccolo kit di componenti contiene lo stretto necessario per avvicinarsi al mondo della programmazione e dell’elettronica. E’ disponibile sul sito di Robot-Italy.


IMU (Inertial measurement unit) e INS (inertial navigation system)

L’unità di misurazione inerziale è un dispositivo elettronico atto a misurare, velocità, orientazione e forze gravitazionali del corpo sul quale è montato. Si basa sull’utilizzo di sensori inerziali come accelerometro e giroscopio, e trova applicazione in diversi ambiti tra cui quello nautico e aeronautico. Il mercato offre queste unità anche a basso costo, si parte dai €30 e sono ampiamente utilizzate nel mondo del modellismo.

L’IMU è un componente fondamentale dell’INS ovvero del sistema di navigazione inerziale, il quale grazie all’elaborazione dei dati provenienti dal giroscopio e dall’accelerometro, è in grado di tracciare posizione, orientamento e velocità di un aeromobile senza la necessità di riferimenti esterni. In altre parole partendo da una posizione e velocità forniti esternamente, il sistema è in grado di aggiornare posizione e velocità elaborando le informazioni dell’IMU.

Il Sabato di Automazione OS

By Luca Panebianco | 10 Dicembre, 2011 | LEAVE A COMMENT

Arduino 1.0

Da circa una settimana è stato rilasciata la versione 1.0 dell’Arduino IDE, microcontrollore che oramai è entrato nel cuore di molti, stabilendo un altro importante passo, questa volta per quanto riguarda la parte software.

Piccole modifiche dal punto di vista grafico: un nuovo color-scheme, il riordino dei vari menù, l’aggiunta di qualche esempio in più (per il nuovo Arduino Leonardo, ad esempio).

Le modifiche più “pratiche” sono state quelle fatte al linguaggio come:

  • Comunicazione seriale: ora asincrona e ha funzione dedicate al parsing dei dati.
  • Miglioramento delle funzionalità Ethernet: ora è presente il supporto per DHCP e DNS.
  • Miglioramento del supporto delle SD, con alcune funzioni sviluppate dalla community.

L’ultima versione del”IDE si può scaricare qui, mentre qui sono presenti le note di rilascio (anche delle versioni precedenti).


Effetto beccuccio, questo (s)conosciuto

Sarà capitato a tutti di versare del caffè da una caffettiera e, soprattutto quando viene versato lentamente, vedere come sembra aderire all’esterno e cadere fuori dal bicchiere, invece di staccarsi dal recipiente direttamente dalla fine del beccuccio.

Come sempre si può incolpare la fisica e, nello specifico, il principio di Bernoulli: infatti, quando viene fatto scorrere del liquido da un recipiente a pareti sottili il liquido a contatto con il bordo scorre ad una velocità inferiore a quello superiore, questo determina una caduta di pressione sullo spessore del getto. L’elevata pressione della parte interna scaccia l’aria che si trova sul profilo del contenitore e fa in modo che ci scorra il liquido.

Versando il liquido velocemente,  ottiene una velocità tale da eliminare ogni caduta di pressione e il liquido non aderisce.

Per questo la maggior parte delle bottiglie hanno una terminazione più spessa e arrotondata che diminuisce la differenza di curvatura tra gli strati di liquido.


Fai-da-te: visualizzatore di campi magnetici in 3D
Questa settimana vi presentiamo un progetto da realizzare, semplice e utile:

un visualizzatore di campi magnetici 3D, progetto che si può trovare al sito Instructables.com che presenta parecchi progetti e idee da sviluppare, anche con Arduino.

L’oggetto in questione è una bottiglia di plastica con all’interno un liquido oleoso( negli esempi viene usato dell’olio minerale) e della lana d’ acciaio opportunamente sminuzzata con delle forbici.

Il materiale ferroso, rimanendo in sospensione nell’olio, serve per visualizzare il campo magnetico generato da una calamita o elettromagnete avvicinato alla bottiglia.

A differenza del classico foglio con limatura di ferro, in questo caso il campo è visibile in 3 dimensioni.

La pagina di riferimento per questo progetto è questa.